La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 1085 del 26 gennaio 2012, ha statuito che l’esternalizzazione della rete di vendita decisa dalla grande impresa, seppur ad un prezzo simbolico, costituisce cessione del ramo d’azienda; l’intento fraudolento del trasferimento, sostenuto da parte dei dipendenti, va dimostrato mediante una prova rigorosa.
Nello specifico, la Suprema Corte ha sottolineato che, dal punto di vista normativo, non sussiste alcun principio per cui la validità della cessione è condizionata alla prognosi di continuazione dell’attività produttiva da parte dell’acquirente: il cedente non ha l’onere di accertare le capacità e potenzialità imprenditoriali del cessionario.
